Dopo avere fatto incetta di premi in giro per il mondo, The Help non ha purtroppo conquistato l'Oscar per miglio film, andato al nostalgico e muto The Artist. Alla parola, forse a volte scorretta ma sincera, si è preferito un “patinato” silenzio. Misteri dell' Academy.
1963. Jackson, Mississippi. Quasi tutte le famiglie “bene” del profondo Sud hanno alle loro dipendenze una governante di colore. Costrette a trascurare i propri figli, le “Mamies” crescono i bambini bianchi circondandoli di quell'amore che, in chi li ha generati, latita. Considerate delle “proprietà”, le cameriere nere subiscono il razzismo ipocrita delle loro padrone, “casalinghe (si fa per dire!) disperate” impegnate in raccolte fondi e aste di beneficenza in favore proprio di chi umiliano quotidianamente. Ma c'è chi non ci sta. Fresca di laurea, l'aspirante giornalista Skeeter (Emma Stone) decide, con un libro, di dare voce proprio a quel mondo sottomesso e silenzioso delle cameriere nere. Dopo le prime reticenze, Aibileen (Viola Devis) e Minnie (Octavia Spencer), due coraggiose governanti, decidono di raccontare le loro storie.
Un film sul coraggio delle donne, scritto da una donna ( Kathryn Stockett, autrice del romanzo best-seller da cui è tratto il film) e fatto dalle donne. Come meglio festeggiare l'8 marzo se non con un'opera che ci ricorda quanto una donna, con piccole azioni quotidiane, possa fare la differenza. Fu una donna colei che nel 1955 si rifiutò di cedere il posto sull'autobus ad un bianco dando così il via al movimento per i diritti civili, mentre Martin Luther King sognava l'uguaglianza. E sarà il coraggio di una cameriera “negra” che, in The Help porterà alla luce il marcio che si nasconde dietro il perbenismo americano, mentre Kennedy perde la vita a Dallas.
Forte nella storia ma anche nelle interpretazioni. Il cast di The Help è davvero di prim'ordine. A partire da Viola Devis ( Il dubbio) intensa interprete di Aibileen, la cameriera devota, lacerata nell'anima per la perdita del figlio ma così coraggiosa da essere la prima ad aprirsi con Skeeter. Octavia Spencer, che ha ottenuto il premio come miglior attrice non protagonista, da vita all' “impertinente” Minnie, regalando un' interpretazione vigorosa e anche spassosa. Sempre più brava la giovane Emma Stone (The Rocker. Il batterista nudo e Crazy, stupid, love) nei panni di Skeeter, la ribelle. Non ultima, una sorprendente Jessica Chastain, (The Tree of life) anima di Miss Foote l'unica "Lady" a provare sulla propria pelle le sofferenze dell'emarginazione inflittale dalle sue “ colleghe” per-beniste.
Peccato solo per Bryce Dallas Howard ( The Village, Hereafter). La figlia del celebre Ron, nonostante dimostri capacità attoriali forti tali da permetterle di calarsi nei panni di personaggi molto diversi, qui subisce un po' i limiti del suo personaggio: una donna isterica e malvagia che rasenta il limite dello stereotipo.
Ben girato dal regista e attore Tate Taylor (originario proprio di Jackson), il film vi farà riflettere ma soprattutto vi regalerà risate e lacrime. Perché le storie che arrivano al cuore, che hanno “molto da dire” ( come il coraggio della voce di Skeeter), sono così. Ve lo consiglio caldamente.


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