John Lasseter insegna. Eccome se
lo fa!
Con la trilogia-capolavoro Toy Story, la Pixar Animation Studios ci
aveva svelato la “vita segreta” dei giocattoli e la loro commovente fedeltà al
bambino al quale appartengono. Ora la Disney, con Ralph Spaccatutto, fa tesoro di quell’intuizione e ci porta nel
mondo dei videogame, mostrandoci cosa succede aldilà dello schermo dopo la chiusura serale di una comune sala giochi.
Ralph (che nella versione
originale ha la voce di John C. Reilly) è il cattivo di un gioco arcade che da
trent’anni appassiona i giocatori nonostante le numerose innovazioni nel campo
dei videogame. Il suo compito è quello di “spaccare” il condominio di Belposto
che prontamente viene riparato da Felix
Aggiustatutto. Stanco di essere odiato ed emarginato dagli abitanti del
palazzo proprio per il suo lavoro, e non soddisfatto del percorso terapeutico
intrapreso con “i cattivi anonimi”, Ralph evade dal suo gioco, mettendo inconsapevolmente
a repentaglio la sopravvivenza dello stesso. Il suo obbiettivo è quello, per
una volta, di fare l’eroe buono e vincere una medaglia proprio come il suo
antagonista, Felix. Nel suo viaggio attraverso altri giochi/mondi incontrerà un
Glitch, una petulante bimba che altro non è che un errore di programmazione. Come
lui anche Vannelope (questo il suo nome) è un’emarginata in cerca di riscatto.
Tra loro nascerà una tenera amicizia che farà comprendere a Ralph che per
essere buoni, non serve una medaglia.
Il film di Rich Moore (già
regista de I Simpson e Futurama) è (letteralmente!) il “paese
dei balocchi” per gli appassionati di videogame. In ogni scena, immagine,
frammento si può riconoscere un riferimento, una citazione o una somiglianza ad
un videogioco esistente.
Il mondo in cui vive Ralph è un
tipico game arcade anni ’80. Pare sia una parodia di Donkey Kong, gioco della Nintendo in cui apparve per la prima volta
Mario. E proprio al simpatico
idraulico (che, si dice, apparirà nel possibile sequel) è ispirato il personaggio di Felix Aggiustatutto, con tanto di
salopette e capellino blu. I paffuti Belpostiani poi, si muovono a scatti, proprio
come nei giochi arcade a otto e sedici bit.
Dagli anni ’80 Ralph ci catapulta
nei giochi “action” anni 2000, approdando nel mondo di Heros’s Duty, videogame fantascientifico tutto sparatorie, dove il
giocatore deve abbattere i terribili “scarafoidi”. A capo della missione il
sergente Calhoun, donna dura e autoritaria, che indossa un’ armatura alla Halo, ma che è sexy come Lara Croft. Così bella e tosta da far
innamorare il timido Felix, ammaliato dai suoi lineamenti perfetti in HD.
Da quel mondo caotico
adrenalinico Ralph in seguito passa ad uno più rilassante fatto di zucchero, biscotti e dolciumi. E’ Sugar Rush, il coloratissimo gioco di
corse con i Go-Kart, liberamente ispirato a Mario-Kart
e a Crash Team Racing, e residenza
del dispettoso Glitch Vannelope.
Non mancano i “camei illustri”.
La seduta dei “cattivi anonimi” si svolge nel mondo di Pac-Man ed è presieduta proprio dal “temibile” fantasmino. I teneri
personaggi di Q*Bert chiedono invece l’elemosina nella Game Central Station in
quanto da tempo il loro mondo è stato dichiarato “fuori servizio”. Si possono
poi facilmente riconoscere (nei ruoli di “comparse”) tanti altri game come Sonic The Hedgehob, Street Fighter, Mortal
Kombakt, Metal Gear Solid (il
punto esclamativo!), Diablo e Dance Dance Revolution.
Sorprese anche per i cinefili.
Nella scena in cui Ralph tenta di recuperare la medaglia nel gioco Heroe’s Duty deve schivare alcune uova
di “scarafoide”. Uno di loro lo attacca al volto. Il riferimento è chiaramente Alien. Re Candito, lo “strano” sovrano
di Sugar Rush è un ibrido che mischia
Il Cappellaio Matto e la Regina di Cuori di Alice
nel Paese delle meraviglie. Sono presenti riferimenti anche a Tron, Star Wars e Il Mago di Oz.
Come non citare infine tutti i
dolciumi che fanno da scenografia o comparsa in Sugar Rush. Dal Monte Diet
Cola, alle Mentos passando per biscotti
Oreo, per l’occasione “interpreti”
delle guardie di Re Candito (in fatto di diritti, la Disney non bada a spese!).
Insomma ce n’è davvero per tutti
i gusti, per grandi (anzi, per nerd attempati!) e piccini.
A loro, i più piccoli, che magari
non conoscono questi strani mondi virtuali, è dedicata questa favola tenera che
parla di amicizia, di cosa vuol dire essere buoni e dell’accettazione di se
stessi.
Ancora una volta il binomio
Disney-Pixar si rivela sinonimo di qualità, emozioni e divertimento.
Guarda il trailer: http://www.youtube.com/watch?v=7dvo1SI9OjM
PAPERMAN
Prima di immergerci nel
coloratissimo mondo dei videogiochi, la Disney ci propone un cortometraggio
animato in bianco e nero dallo stile dolce e bidimensionale tipico degli anni ’90. Paperman è una storia d’amore romanticissima,
fatta di sguardi, di piccoli gesti e di aereoplanini di carta. Privo di
dialoghi ma accompagnato da una sognante colonna sonora, non lascerà
indifferente lo spettatore.



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