"Siamo legati ai film come ai nostri migliori sogni". Leo Longanesi

lunedì 14 gennaio 2013

OSCAR NOMINEES AND GOLDEN GLOBE AWARDS 2013




Giovedì 10 Gennaio 2013 alle ore 05.30 (ora di Los Angeles) sono state annunciate le nomination ai prossimi Academy Awards 2013.
Ecco quelle relative ai film recensiti da Back…to the movies!

ARGO (7 nomination)
Miglior Film
Miglior attore non protagonista: Alan Arkin
Miglior sceneggiatura non originale
Miglior colonna sonora originale (Alexandre Desplat)
Miglior montaggio
Miglior montaggio sonoro
Miglior missaggio sonoro

SKYFALL (5 nomination)
Miglior colonna sonora originale (Thomas Newman)
Miglior canzone originale (Skyfall)
Miglior fotografia
Miglior montaggio sonoro
Miglior missaggio sonoro

LO HOBBIT.UN VIAGGIO INASPETTATO (3 nomination)
Miglior scenografia
Miglior trucco
Migliori effetti visivi

BIANCANEVE E IL CACCIATORE ( 2 nomination)
Migliori costumi
Migliori effetti visivi

RIBELLE.THE BRAVE (1 nomination)
Miglior film d’animazione

RALPH SPACCATUTTO (1 nomination)
Miglior film d’animazione

PAPERMAN (1 nomination)
Miglior cortometraggio d’animazione

THE AVANGERS (1 nomination)
Miglior effetti visivi
  
PROMETHEUS (1 nomination)
Miglior effetti visivi

A seguire tutte le altre nomination:

Miglior film:
Beasts of the southern wild
Il Lato Positivo - Silver Linings Playbook
Zero Dark Thirty
Lincoln
Les Misérables
Vita di Pi
Amour
Django Unchained

Miglior regista:
David O. Russell per Il Lato Positivo - Silver Linings Playbook
Ang Lee per Vita di Pi
Steven Spielberg per Lincoln
Michael Haneke per Amour
Benh Zeitlin per Beast of the southern wild

Miglior attore protagonista:
Daniel Day Lewis per Lincoln
Denzel Washington per Flight
Hugh Jackman per Les Misérables
Bradley Cooper per Il Lato Positivo - Silver Linings Playbook
Joaquin Phoenix per The Master

Miglior attrice protagonista:
Naomi Watts per The Impossible
Jessica Chastain per Zero Dark Thirty
Jennifer Lawrence per Il Lato Positivo - Silver Linings Playbook
Emmanuelle Riva per Amour
Quvenzhané Wallis per Beast of the southern wild

Miglior attore non protagonista:
Christoph Waltz per Django Unchained
Philip Seymour Hoffman per The Master
Robert De Niro per Il Lato Positivo - Silver Linings Playbook
Tommy Lee Jones per Lincoln

Miglior attrice non protagonista:
Sally Field per Lincoln
Anne Hathaway per Les Misérables
Jacki Weaver per Il Lato Positivo - Silver Linings Playbook
Helen Hunt per The Sessions
Amy Adams per The Master

Miglior film d'animazione:
Frankenweenie
ParaNorman
Pirati! Briganti da strapazzo

Miglior film straniero:
Amour (Austria)
Kon-Tiki (Norvegia)
No (Cile)
A Royal Affair (Danimarca)
War Witch (Canada)

Miglior sceneggiatura non originale:
Beasts of the Southern Wild
Vita di Pi
Lincoln
Il Lato Positivo - Silver Linings Playbook

Miglior sceneggiatura originale:
Amour
Django Unchained
Flight
Moonrise Kingdom
Zero Dark Thirty

Miglior colonna sonora originale:
Anna Karenina (Dario Marianelli)
Vita di Pi (Mychael Danna)
Lincoln (John Williams)


Miglior canzone originale:
"Before My Time" dal film Chasing Ice
"Everybody Needs A Best Friend" dal film Ted
"Pi's Lullaby" dal film Vita di Pi
"Suddenly" dal film Les Misérables

Miglior montaggio:
Vita di Pi
Lincoln
Il Lato Positivo - Silver Linings Playbook
Zero Dark Thirty

Miglior scenografia:
Anna Karenina
Les Misérables
Vita di Pi
Lincoln

Miglior trucco:
Hitchcock
Les Misérables

Miglior fotografia:
Anna Karenina
Django Unchained
Vita di Pi
Lincoln

Migliori costumi:
Anna Karenina
Les Misérables
Lincoln
Biancaneve

Miglior montaggio sonoro:
Django Unchained
Vita di Pi
Zero Dark Thirty

Miglior missaggio sonoro:
Les Misérables
Vita di Pi
Lincoln

Migliori effetti visivi:
Vita di Pi

Miglior documentario:
5 Broken Cameras
The Gatekeepers
How to Survive a Plague
The Invisible War
Searching for Sugar Man

Miglior cortometraggio documentario:
Inocente
Kings Point
Mondays at Racine
Open Heart
Redemption

Miglior cortometraggio d'animazione:
Adam and Dog
Fresh Guacamole
Head over Heels
The Longest Daycare

Miglior cortometraggio:
Asad
Buzkashi Boys
Curfew
Death of a Shadow (Dood van een Schaduw)
Henry

            
E come di consueto, la scorsa notte sono stati assegnati gli ambiti Golden Globe Awards, considerati gli anticipatori dei premi Oscar.
Ecco i premiati tra i film recensiti in questo blog.

ARGO
Miglior Film drammatico
Miglior Regista: Ben Affleck

RIBELLE.THE BRAVE
Miglior film d’animazione

SKYFALL
Miglior canzone originale: Skyfall

Di seguito l’elenco completo dei vincitori.

Miglior film commedia o musicale:
Les Misérables

Miglior attore in un film drammatico:
Daniel Day-Lewis - Lincoln

Miglior attrice in un film drammatico:
Jessica Chastain - Zero Dark Thirty

Miglior attrice in un film commedia o musicale:
Jennifer Lawrence - Il lato positivo - The Silver Linings Playbook

Miglior attore in un film commedia o musicale:
Hugh Jackman - Les Misérables

Miglior attrice non protagonista:
Anne Hathaway - Les Misérables

Miglior attore non protagonista:
Christoph Waltz - Django Unchained

Miglior film in lingua non inglese:
Amour

Miglior sceneggiatura:
Quentin Tarantino - Django Unchained

Miglior colonna sonora:
Vita di Pi - Mychael Danna

A conclusione di questo post, per chi non si vuole perdere i film candidati nelle pricipali categorie ( non ancora usciti nelle sale italiane), ecco le date da ricordare:

17 Gennaio: Django Unchained
                     Frankenweenie

24 Gennaio: Lincoln

31 Gennaio: Flight
                     Les Misérables
                     The Impossible

07 Febbraio: Beasts of the southern wild
                      Zero Dark Thirty

14 Febbraio: The Sessions

21 Febbraio : Anna Karenina
                      Hitchcock

07 Marzo : Il Lato Positivo - Silver Linings Playbook

Buona visione quindi, e appuntamento al prossimo 24 Febbraio per la 85° edizione della notte degli Oscar!

mercoledì 9 gennaio 2013

RALPH SPACCATUTTO ( di R.Moore, 2012)



John Lasseter insegna. Eccome se lo fa!
Con la trilogia-capolavoro Toy Story, la Pixar Animation Studios ci aveva svelato la “vita segreta” dei giocattoli e la loro commovente fedeltà al bambino al quale appartengono. Ora la Disney, con Ralph Spaccatutto, fa tesoro di quell’intuizione e ci porta nel mondo dei videogame, mostrandoci cosa succede aldilà dello schermo dopo la  chiusura serale di una comune sala giochi.
Ralph (che nella versione originale ha la voce di John C. Reilly) è il cattivo di un gioco arcade che da trent’anni appassiona i giocatori nonostante le numerose innovazioni nel campo dei videogame. Il suo compito è quello di “spaccare” il condominio di Belposto che prontamente viene riparato da Felix Aggiustatutto. Stanco di essere odiato ed emarginato dagli abitanti del palazzo proprio per il suo lavoro, e non soddisfatto del percorso terapeutico intrapreso con “i cattivi anonimi”, Ralph evade dal suo gioco, mettendo inconsapevolmente a repentaglio la sopravvivenza dello stesso. Il suo obbiettivo è quello, per una volta, di fare l’eroe buono e vincere una medaglia proprio come il suo antagonista, Felix. Nel suo viaggio attraverso altri giochi/mondi incontrerà un Glitch, una petulante bimba che altro non è che un errore di programmazione. Come lui anche Vannelope (questo il suo nome) è un’emarginata in cerca di riscatto. Tra loro nascerà una tenera amicizia che farà comprendere a Ralph che per essere buoni, non serve una medaglia.
Il film di Rich Moore (già regista de I Simpson e Futurama) è (letteralmente!) il “paese dei balocchi” per gli appassionati di videogame. In ogni scena, immagine, frammento si può riconoscere un riferimento, una citazione o una somiglianza ad un videogioco esistente.
Il mondo in cui vive Ralph è un tipico game arcade anni ’80. Pare sia una parodia di Donkey Kong, gioco della Nintendo in cui apparve per la prima volta Mario. E proprio al simpatico idraulico (che, si dice, apparirà nel possibile sequel)  è ispirato il personaggio di Felix Aggiustatutto, con tanto di salopette e capellino blu. I paffuti Belpostiani poi, si muovono a scatti, proprio come nei giochi arcade a otto e sedici bit.
Dagli anni ’80 Ralph ci catapulta nei giochi “action” anni 2000, approdando nel mondo di Heros’s Duty, videogame fantascientifico tutto sparatorie, dove il giocatore deve abbattere i terribili “scarafoidi”. A capo della missione il sergente Calhoun, donna dura e autoritaria, che indossa un’ armatura alla Halo, ma che è sexy come Lara Croft. Così bella e tosta da far innamorare il timido Felix, ammaliato dai suoi lineamenti perfetti in HD.
Da quel mondo caotico adrenalinico Ralph in seguito passa ad uno più rilassante  fatto di  zucchero, biscotti e dolciumi. E’ Sugar Rush, il coloratissimo gioco di corse con i Go-Kart, liberamente ispirato a Mario-Kart e a Crash Team Racing, e residenza del dispettoso Glitch Vannelope.
Non mancano i “camei illustri”. La seduta dei “cattivi anonimi” si svolge nel mondo di Pac-Man ed è presieduta proprio dal “temibile” fantasmino. I teneri personaggi di Q*Bert chiedono invece  l’elemosina nella Game Central Station in quanto da tempo il loro mondo è stato dichiarato “fuori servizio”. Si possono poi facilmente riconoscere (nei ruoli di “comparse”) tanti altri game come Sonic The Hedgehob, Street Fighter, Mortal Kombakt, Metal Gear Solid (il punto esclamativo!), Diablo e Dance Dance Revolution.
Sorprese anche per i cinefili. Nella scena in cui Ralph tenta di recuperare la medaglia nel gioco Heroe’s Duty deve schivare alcune uova di “scarafoide”. Uno di loro lo attacca al volto. Il riferimento è chiaramente Alien. Re Candito, lo “strano” sovrano di Sugar Rush è un ibrido che mischia Il Cappellaio Matto e la Regina di Cuori di Alice nel Paese delle meraviglie. Sono presenti riferimenti anche a Tron, Star Wars e Il Mago di Oz.
Come non citare infine tutti i dolciumi che fanno da scenografia o comparsa in Sugar Rush. Dal Monte Diet Cola, alle Mentos passando per biscotti Oreo, per l’occasione “interpreti” delle guardie di Re Candito (in fatto di diritti, la Disney non bada a spese!).
Insomma ce n’è davvero per tutti i gusti, per grandi (anzi, per nerd attempati!) e piccini.
A loro, i più piccoli, che magari non conoscono questi strani mondi virtuali, è dedicata questa favola tenera che parla di amicizia, di cosa vuol dire essere buoni e dell’accettazione di se stessi.
Ancora una volta il binomio Disney-Pixar si rivela sinonimo di qualità, emozioni e divertimento.



PAPERMAN


Prima di immergerci nel coloratissimo mondo dei videogiochi, la Disney ci propone un cortometraggio animato in bianco e nero dallo stile dolce e bidimensionale tipico degli anni ’90. Paperman è una storia d’amore romanticissima, fatta di sguardi, di piccoli gesti e di aereoplanini di carta. Privo di dialoghi ma accompagnato da una sognante colonna sonora, non lascerà indifferente lo spettatore.  



sabato 5 gennaio 2013

LO HOBBIT. UN VIAGGIO INASPETTATO (di P. Jackson, 2012)



Quando il romanzo di J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, venne pubblicato il 21 Settembre 1937, il “viaggio inaspettato” del cinema superava appena il trentennio.
Chissà cosa direbbe oggi il visionario romanziere del lavoro di Peter Jackson, il regista neozelandese che proprio nella sua terra d’origine ha reso possibile il mondo di Tolkien; plasmandolo però con la sua personale visione.
Quasi dodici anni fa Il Signore degli Anelli. La Compagnia dell’anello entusiasmò i “seguaci” di Tolkien e fece conoscere a tutti il fantastico mondo della Terra di Mezzo. Dopo tre lungometraggi, diciassette Oscar e varie vicissitudini che ne hanno rallentato la lavorazione (inclusa un’ operazione all’ ulcera subita del regista!) è uscito nelle nostre sale Lo Hobbit. Un viaggio inaspettato, prequel cinematografico e letterario della saga.
Sessant’anni prima degli eventi narrati nella trilogia, il giovane Bilbo Baggins intraprende un avventuroso viaggio con lo stregone Gandalf il Grigio e tredici nani capitanati da Thorin Scudodiquercia. La loro missione è quella di recuperare il tesoro sottratto al popolo dei nani dal drago Smaug e riconquistare la roccaforte di Erebor. Sul suo cammino Bilbo affronterà Orchi, Troll e Goblin, ma soprattutto incontrerà la strana creatura chiamata Gollum. Quell’ incontro cambierà per sempre la sua vita.
Con questo film Peter Jackson abbandona temporaneamente la solenne epicità de Il Signore degli Anelli a favore di un’ atmosfera più leggera e scanzonata al pari di quella del libro, che nella mente del suo autore era stato pensato per i bambini. Ecco allora una caratterizzazione individuale (un po’ disneyana) dei nani, ognuno con una sua particolarità (nel libro invece erano appena abbozzati) e il succedersi di scene umoristico-grottesche che coinvolgono anche altri personaggi come lo stregone Radagast il Bruno o il mastodontico re dei Goblin.
Sempre sulla scia dell’aderenza all’opera originale, in fase di sceneggiatura sono state inserite alcune canzoni le cui parole furono scritte proprio da Tolkien (nel trailer ne potete sentire una).
L’umorismo inserito qua e là e le canzoni cantate in coro dai nani ha fatto storcere il naso a più di qualcuno, che forse vede tradita l’atmosfera epica dei precedenti episodi.
Anche se, personalmente, non ho trovato così fuori luogo umorismo e canti, ritengo che il tentativo di Jackson di coniugare lo spirito più leggero del romanzo con quello solenne de Il Signore degli Anelli non sia perfettamente riuscito. Nella trilogia si respirava (assieme al protagonista, Frodo) il peso sempre più opprimente dell’anello del potere. Quell’atmosfera tetra, che faceva da collante ai tre film precedenti, qui viene bruscamente abbandonata. Anche se stiamo parlando di un prequel e perciò di un “nuovo inizio”, lo stacco è apparso (forse) troppo netto.
Il fatto poi che da un unico libro ( di circa 300 pagine) si sia voluto trarne ben tre film, non ha giovato al racconto. Oltre all’aggiunta di diversi personaggi (Frodo, Galadriel e Saurman che nel libro non sono presenti) per giustificare una continuità con la vecchia trilogia, il racconto viene dilatato e la prima parte della pellicola, tutta incentrata sulla presentazione dei tredici nani, risulta lenta e fin troppo lunga.
Ma se la prima parte ha un po’ deluso i più, la seconda invece non ha tradito le aspettative. Il ritmo del racconto decolla e si accompagna a spettacolari scene d’azione, paesaggi mozzafiato e personaggi in “motion capture” perfettamente realizzati. Le scene dinamiche rasentano la perfezione, e coinvolgono in pieno lo spettatore. Atmosfera, luci e colori ( e colonna sonora di Howard Shore) de Il Signore degli anelli ritornano prepotentemente e toccano l’apice nella scena più attesa dagli amanti del romanzo: l’incontro-scontro tra Bilbo e Gollum/Sméagol a suon di indovinelli. Ed è proprio il Gollum ( la sua psicologia, il suo essere creatura inquietante ma allo stesso tempo fragile) a rigettare lo spettatore nella Terra di Mezzo e a farcela sentire di nuovo familiare.
A dare ancora una volta voce e corpo a Gollum è Andy Serkis,  il bravo attore inglese esperto di recitazione in “mocap”, che per questo film ha assunto anche il ruolo di regista della seconda unità.
Oltre a Serkis, altri attori del precedente cast ritornano a popolare la Terra di Mezzo: il carismatico Ian McKellen (Gandalf); il magnetico Hugo Weaving (Elrond); la talentuosa Cate Blanchett (Galadriel); lo spettrale Christopher Lee (Saruman). In piccoli camei anche Elijha Wood (Frodo) e Ian Holm ( l’anziano Bilbo).
Molto interessanti  le new entry. Per il ruolo di Bilbo è stato scelto Martin Freeman, attore britannico noto per il ruolo del Dott. Watson nella serie TV Sherlock. Freeman dà al suo Bilbo un aplomb inglese che rende il personaggio ancora più pavido e goffo. La sua è un’ interpretazione (a mio parere) un po’ in sordina,  ma la sensazione è che le potenzialità di questo attore esploderanno in maniera maggiore nei prossimi capitoli.
Tra i nani invece spicca il loro Signore, Thorin, interpretato da Richard Armitage. L’attore conferisce al personaggio uno sguardo profondo, colmo di sofferenza ma allo stesso tempo determinato e fiero proprio come il  popolo di cui è leader.
Come non citare infine  Sylvester McCoy, simpatico volto dello stralunato Radagast. Sue le scene più bucolico-disneyane del film. Egli infatti vive in una foresta incantata e viaggia su di una slitta trainata da grossi conigli (un’ altra invenzione di Peter Jackson).
Come nei film precedenti, anche qui i personaggi sono molti, e a volte risulta arduo seguire il filo del racconto. Questo, assieme agli altri piccoli problemi già citati, non fa gridare al nuovo capolavoro “made in New Zealand”. Ma è in dubbio che Jackson e la Weta Digital ( la società di effetti speciali digitali da lui stesso fondata) sono riusciti a realizzare un film impeccabile per effetti visivi, fotografia, scenografia e trucco. Tutto questo a favore di un racconto che ancora una volta risulta forte e che ci restituisce personaggi unici (Gollum in primis) già entrati di diritto nella storia del cinema.
Per chi quindi non è rimasto profondamente deluso, le prossime date da a appuntare sono l’11 Dicembre 2013 (La desolazione di Smaug), e Luglio 2014 (Andata e ritorno).
Il “viaggio inaspettato” di Peter Jackson ... to be continued.